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Cyberbullismo: responsabilità ed educazione, cosa prevede la legge

cyberbullismoFinalmente dopo la quarta lettura il ddl sul cyberbullismo è legge. La Camera dei deputati ha approvato definitivamente il testo presentato dalla senatrice del Pd Elena Ferrara, che introduce misure per combattere e prevenire il fenomeno. Alla fine ha prevalso l’approccio educativo voluto dalla sua autrice per promuovere nei ragazzi un uso responsabile e consapevole delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, oltre che per educare le nuove generazioni ai valori della tolleranza e del rispetto reciproco. I provvedimenti valgono soltanto per i reati che si consumano per via telematica e nei confronti dei minorenni.

Sul binomio prevenzione/repressione si è animato il dibattito parlamentare che ha visto rimbalzare il provvedimento da una Camera all’altra per più di tre anni, ritardando così l’entrata in vigore di una legge importante e necessaria. Il cyberbullismo, infatti, ha assunto una rilevanza molto preoccupante, mostrando di recente tutta la sua drammaticità attraverso alcuni fatti di cronaca. Tra questi hanno destato molto clamore il caso di Tiziana Cantone, la giovane donna napoletana che si è tolta la vita, nel settembre del 2016, dopo aver subito la gogna mediatica scatenatasi in seguito alla pubblicazione sul web di alcuni suoi video sessuali.

Lo stesso disegno di legge scaturisce da un altro fatto drammatico: la morte di Carolina Picchio, una giovane studentessa di Novara che, nel gennaio del 2013, si è gettata giù dal balcone dopo essere stata ricoperta di insulti a causa di un video che la vedeva protagonista. Nel filmato la ragazza veniva derisa e molestata da alcuni suoi amici, che poi per continuare a schernirla hanno pensato di inviarlo via cellulare ad altre persone e di pubblicarlo sul web. Carolina era una studentessa di musica della professoressa Elena Ferrara, che dopo qualche settimana sarebbe stata eletta al Senato.

Cosa prevede la norma?

Intanto definisce in modo preciso cosa si intende per cyberbullismo, ovvero “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

I minori che hanno già compiuto 14 anni e i loro genitori possono chiedere ai gestori delle piattaforme internet e dei servizi telematici di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti ritenuti lesivi. Quest’ultimi sono tenuti a prendere in carico l’istanza entro le 24 ore dalla sua presentazione e di provvedere alla richiesta entro le 48 ore. In caso contrario i richiedenti potranno rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali, che è tenuto a provvedere entro i successivi 2 giorni. Si tratta di una procedura chiara e ben definita pensata per dare risposte concrete e tempestive alle vittime.

Ad un Comitato di monitoraggio viene assegnato il compito di individuare i soggetti ai quali poter inviare le istanze, nonchè le procedure e i formati standard a cui devono attenersi.

I cyberbulli di età uguale o superiore ai 14 anni, qualora non sia stata ancora depositata la denuncia da parte delle vittime nei loro confronti, potranno essere convocati dal questore, insieme ai genitori, per ricevere l’ammonimento. E’ questo un vero e proprio richiamo volto a far comprendere la gravita delle loro azioni e a scoraggiare il ripetersi di simili comportamenti.

La scuola viene investita in modo preponderante del compito di realizzare programmi, progetti ed iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione. Sono molteplici gli strumenti previsti: dalle linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo redatte dal Ministero dell’istruzione alla formazione del personale scolastico, dalle attività di peer education alla previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti. Inoltre ogni istituto scolastico dovrà individuare un docente referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto.

E’ prevista l’istituzione di un Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, che avrà il compito di realizzare attività di monitoraggio e controllo e di relazionare alle Camere entro il 31 dicembre di ogni anno. Il Tavolo dovrà, inoltre, redigere un Piano di azione integrato nel quale predisporre campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione. Al Piano è allegato un Codice di coregolamentazione a cui devono attenersi gli operatori della rete.

Matteo Scirè

fonte: http://www.matteoscire.it/cyberbullismo-responsabilita-ed-educazione-cosa-prevede-la-legge/