Contattaci

Preferiti

Aggiungi questo Portale tra i preferiti del tuo Browser





Film "La grande bellezza"

Considerato un vero capolavoro cinematografico per il successo di critica e di pubblico, il film lo è certamente per il cast e la fotografia, ma merita una lettura non sempre favorevole per quanto riguarda il messaggio di fondo che, in modo palese o latente, riesce a trasmettere.
Ambientato nei luoghi della mondanità romana dei nostri giorni, in particolare in una villa patrizia a ridosso del Colosseo, appare evidente come tale universo sia espressione dei ceti più elevati e raffinati della capitale, ma non necessariamente più colti, se per cultura si intende, prima di tutto, la capacità di compiere un percorso esistenziale che renda quanto più agevole l'esercizio delle proprie potenzialità positive, l'espressione costruttiva della propria creatività, nelle sue molteplici sfaccettature.
I personaggi, dietro una parvenza di gradevolezza estetica curata nei minimi dettagli, nascondono infatti esistenze segnate da situazioni di scacco, sconfitte, delusioni, fallimenti, bisogno di distrazione e di trasgressione. La bellezza che viene esaltata, quindi, è solo una maschera, non quella che "salverà il mondo", di cui parla Dostoevskij ne "L'idiota", espressione - in questo caso - di una bellezza nascosta che coincide con l'essere stesso della realtà.
Lo stesso protagonista del film, che, immergendosi in questo contesto, vede spianarsi davanti a sè la strada per una promettente carriera di prestigioso giornalista, ritorna spesso con la memoria, in modo palesemente nostalgico, agli anni della sua prima giovinezza, dominata da una semplicità di fondo, dalla presenza della donna amata, da valori sobri e autentici.
La parte conclusiva del film è ambientata in un contesto esplicitamente religioso, in cui al fasto e alla mondanità di alcuni porporati, si affianca l'immagine di una suora ultracentenaria, "candidata" alla beatificazione, che, nonostante la salute ormai cagionevole, sale con grande fatica la "Scala Santa" della basilica di S.Giovanni in Laterano. Il regista offre, in tal modo, un'immagine della fede e della santità come sacrificio vissuto fino all'inverosimile, da cui è assente qualsiasi traccia di bellezza, ma in cui si scorgono solo dolore, disagio, rinuncia.
Probabilmente il successo del film è stato dovuto al fatto che esso rappresenta in modo emblematico una mentalità assai diffusa nelle società occidentali del nostro tempo, in cui fede e bellezza sono considerate spesso incompatibili; la bellezza, nelle sue diverse espressioni, infatti, viene ricondotta, di frequente alla mondanità, mentre una vita ispirata dalla fede o, in genere, da una dimensione religiosa, viene fatta coincidere con una sobrietà che può diventare così radicale da degenerare, come appare nel film, in una vera e propria penuria.

ANNA MARIA VULTAGGIO

Immagine:film la grande bellezza.jpg

USCITA CINEMA: 21/05/2013
GENERE: Drammatico
REGIA: Paolo Sorrentino
SCENEGGIATURA: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello







Scritto mercoledì 26 Giugno 2013, modificato mercoledì 26 Giugno 2013