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libri "Legalità"


Legalità

Autore: Augusto Cavadi - Editore: Di Girolamo - Maggio 2013



Il testo costituisce un prezioso strumento affinchè chi lo legge si interroghi sul suo personale modo di porsi nei confronti della legalità, sia come adulto in genere, sia come educatore che come cittadino, a partire dai diversi ruoli che esercita nel contesto in cui vive.
   Parlando degli educatori, il testo vede nell'autoritarismo e nel permissivismo i due estremi in cui può degenerare la relazione educativa, ogni qualvolta si caratterizza o per l'assenza di regole o per una loro imposizione priva di una motivazione esplicita offerta a chi la deve eseguire.
   L'Autore opera in modo nitido una distinzione tra legge e legalità, relativizzando il valore della prima e considerandola radicalmente discutibile o, addirittura confutabile se serve soltanto, come è avvenuto nel novecento nelle dittature di ogni matrice politica, a giustificare i poteri forti, escludendo dalla partecipazione al valore della giustizia i gruppi sociali più deboli. E' la giustizia che attraverso di essa si realizza, infatti, a giustificare la legge; è il suo contenuto ingiusto a renderla confutabile.
   Tale atteggiamento critico nei confronti della legge non può essere assunto, secondo l'Autore, in modo spontaneistico o ribellistico, ma deve essere guidato da un attento discernimento che può provenire soltanto da una coscienza eticamente matura, consapevole cioè di quale sia veramente il proprio bene e quello della comunità in cui vive.
   Solo a partire da queste condizioni è possibile che si realizzi il valore della legalità inteso come profonda, strutturale, connessione tra legge e giustizia. L'Autore non esita a sottolineare come la realizzazione di tale valore sia di continuo ostacolata o resa impossibile nella società in cui viviamo: nella scuola, dove l'Educazione Civica viene considerata materia "cenerentola" da molti docenti; nella pubblica amministrazione, dove, a vari livelli, si perseguono interessi privati in atti di ufficio, nelle aree della penisola in cui, come nel meridione d'Italia e in Sicilia sono profondamente radicate la mafia, la camorra la ndrangheta, le diverse espressioni della criminalità organizzata, guidate da regole rigide - al punto che chi non le osserva paga con la morte - ma abissalmente lontane da qualsiasi progetto di legalità.
  Nel testo si parla anche della illegalità come fenomeno diffuso, specie nel meridione d'Italia, tra la gente comune, spesso priva della consapevolezza di essere parte di una civitas e unicamente concentrata sulla difesa dei propri interessi particolaristici e privatistici. Il fenomeno spesso degenera addirittura nella alegalità, non cioè semplicemente nell'opposizione più o meno consapevole alla legge, ma nell'essere privi del senso della legge o nel rispettarla unicamente per paura della sanzione.
   C'è una via percorrendo la quale è possibile uscire da questa sorta di incantesimo? L'autore la individua nella continua cura della propria formazione, nel non demordere da essa, ma viverla nutrendosi del continuo e reciproco confronto con quanti ci aiutano ad alimentarla in modo significativo.

(Anna Maria Vultaggio)



Immagine:legalita.jpg
Scritto lunedì 17 Marzo 2014, modificato lunedì 17 Marzo 2014