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Natale del Signore 2017

Natale del Signore 2017

Giovanni 1,1-18

????????????????In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vitae la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta. Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carnee venne ad abitare in mezzo a noi ;e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l’uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia. Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

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Eccoci giunti al Natale. Mi pare sia giusto chiedersi dopo due millenni, ma cosa è Natale? Perché lo celebriamo? Perché mai celebrare la nascita di uno che per molti appare uno sconosciuto, oppure un illuso, uno che era portatore di ideali, ma che non venne capito neppure dai suoi familiari, né tanto meno dai suoi discepoli! Mi piacerebbe poter chiedere ai tanti che affolleranno le Chiese in questo giorno, cos’è per te il Natale?
L’evangelista Giovanni ci dice due o tre cose molto interessanti che possono aiutarci a dare una risposta quantomeno credibile. Dice Giovanni nel suo prologo: Viene il logos, sussistente dall’eternità, come luce che irradia il mondo. Dunque Cristo è luce. Il figlio di Dio viene dalla luce e si manifesta come luce. Perché?
E’ come se Dio stesso nel Figlio ci esortasse ad abbandonare le opere delle tenebre per entrare in quelle della luce. È solo alla luce di Dio che possiamo contemplare la sua gloria nel farsi uomo. Stavolta la gloria di Dio non è soltanto la sua voce udibile, ma non visibile; ora la gloria di Dio si può vedere, e in chi? In un bambino! Come è sorprendente la pedagogia di Dio. Non una gloria abbagliante, impenetrabile, che schiaccia l’uomo, ma un innocuo bambino in braccio alla madre.
In questo modo l’incolmabile distanza tra la santità di Dio e noi creature fragili, segnate dal mistero della contraddizione del peccato si accorcia, ricongiungendo il cielo e la terra grazie al sorriso di un bambino. Questo bambino che è anche il figlio di Dio viene per narrarci e rassicurarci che l’amore del Padre supera ogni ostacolo, colma ogni contraddizione, recupera ogni ferita, riapre i cuori alla speranza. Egli non porta doni, ma solo se stesso, perché è Lui il dono del Padre, Egli diventa la tenda di un nuovo convegno dove ogni uomo e ogni donna possono ritrovare la sorgente che disseta ogni attesa d’amore, il balsamo per curare le ferite dell’abbandono, della solitudine, dell’indifferenza.
Questo bambino, uomo-Dio, è giunto a noi per mostrarci la via giusta, quella che ci aiuta a ritrovare il vero senso dell’attesa, del Natale. Egli è venuto per dirci che è legittimo far festa, essere nel gaudio, promuovere la gioia, abbellire le città e le piazze, esprimere con i canti la gioia dell’appartenenza alla città degli uomini. Non trascuriamo le nostre tradizioni natalizie, la dolcezza e le emozioni nostalgiche di quando eravamo bambini, non dimentichiamoci del presepio e dell’albero di Natale, facciamo in modo che i piccoli e gli anziani, i giovani e gli adulti sentano avvolgente questa atmosfera che illumina la terra e scalda i cuori. È Natale! Come credenti abbiamo l’enorme responsabilità di andare oltre le trovate pubblicitarie e consumistiche e rimettere al centro delle nostre comunità e del nostro vissuto una fede coerente e dinamica che accolga il grande mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio. L’impresa è difficile? Certo che si, ma non impossibile: comincio io, comincia tu, cominciamo assieme ad abbattere i muri del trascuratezza. Cominciamo da questo Natale, aiutandoci a superare il senso vacuo delle celebrazioni stiracchiate e formali di questi giorni. Il mio Natale, il tuo Natale, assieme al Natale di Gesù, sia un nuovo inizio, un’ influenza contagiosa di amore e di gioia, che incomincia ad espandersi, fino a che la luce che parte dalla casa di Betlemme , si irradi nelle oscurità quotidiane. Accostiamoci senza timore dinnanzi a quel Dio bambino che venendo mortale ci ha dato il dono più grande, quello della immortalità, per chiunque crede in Lui. Maria donna umile e risoluta, Giuseppe uomo silenzioso e deciso, ci prendano per mano, e con i loro occhi sbalorditi, ci aiutino a contemplare la storia di un Dio bambino che rimane un mistero insondabile, ma che ci suggerisce un’unica risposta assieme al silenzio adorante: “grazie Signore Gesù, vieni ancora, vieni sempre”.
Signore Gesù, oggi ti accogliamo tra noi, con la grande gioia di veder montare la tua tenda di umanità tra i nostri accampamenti. Sii il benvenuto tra noi e donaci la gioia di rallegrarci alla luce della tua presenza per ritrovare ogni giorno la bellezza di essere figli del Padre e fratelli tra di noi. Tu sei l’Emmanuele, il Dio con noi che si fa uomo. Amen ( F. Michael Davide Semeraro)

Don Francesco Machì