Itinerario associativo del Mieac 2018-19

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Itinerario associativo del Mieac 2018-19

« Non abbiamo paura di restare umani.
Il coraggio dell’educazione»

Gli strumenti

La rivista “Proposta Educativa”

Il Sussidio per la vita personale e di gruppo

Il Testo per la meditazione personale

l’Agenda “Giorni non violenti”

Sulla questione dell’uomo e dell’umano da tempo il Mieac, attraverso la rivista Proposta Educativa, il sito www.impegnoeducativo.it e una serie di Convegni e Corsi di studio a livello nazionale e locale, ha avviato una riflessione che ha portato i gruppi e ciascun aderente ad un impegno educativo, quotidiano e feriale, volto a riaffermare la centralità e la dignità di ogni creatura umana.

Se insistiamo sul tema, come stabilito dal Congresso del dicembre 2017 nel suo Documento finale,  è perché molto resta ancora da dire e da fare in un contesto culturale, sociale, politico, economico – nazionale e internazionale – in cui discriminazioni, sperequazioni, xnofobia e razzismo prendono sempre più campo…  alimentati ad arte da soggetti forti e forze politiche che della paura e dell’insicurezza hanno fatto la strada maestra per ottenere consenso, potere.

Quello che più ci preoccupa come educatori, cittadini, laici cristiani è lo sfaldamento del tessuto morale, del senso di comunità, dei valori fondanti la civile convivenza. Si fa strada quasi un pensiero unico per cui alcune vite umane valgono meno di altre, intaccando il sacro principio del primato dell’uomo, di ogni uomo, su tutto.

 C’è bisogno, pertanto, di un forte, coraggioso, instancabile investimento educativo non soltanto nei confronti delle nuove generazioni, ma ancor prima sul versante del mondo degli adulti, sempre più disorientato sul piano esistenziale, culturale, oltre che socio-politico,  e sempre meno in grado di cogliere e trasmettere ragioni di vita e di speranza.

Siamo chiamati a farci  promotori – attraverso il nostro impegno educativo tra gli adulti, i giovani, i ragazzi – di itinerari, di “luoghi” che consentano di allargare gli orizzonti, di capire la complessità del nostro tempo, di andare oltre i luoghi comuni e gli stereotipi che creano chiusura ed intolleranza, per sperimentare “insieme” stili di vita e scelte esistenziali all’insegna della solidarietà, dell’accoglienza, della convivialità delle differenze culturali, religiose, etniche; valori, questi, che devono poter guidare anche le scelte sociali, economiche e politiche delle istituzioni ai vari livelli.

In quanto educatori, che dal Vangelo traggono alimento ed orientamento, ci sentiamo impegnati nel concorrere alla costruzione di quella che San Paolo VI chiamava  Civiltà dell’Amore e che papa Francesco, col suo magistero e la sua testimonianza, ci prospetta quotidianamente, ponendo come misura di fedeltà evangelica, i più poveri, gli ultimi, gli scartati.

Gaetano Pugliese

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