Guadagnare il fratello

Riflessioni sul Vangelo della domenica, a cura di don Gino Giuffré e don Francesco Machì

Guadagnare il fratello

XXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

 Vangelo: Mt 18,15-20

 guadagnare il fratelloIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «15Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 16se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 17Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. 18In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

19In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 20Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

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 Com’è difficile vivere il Vangelo e quanta forza occorre per mettersi alla sequela di Cristo. Ci sono certe parole di Gesù che non vorremmo mai sentire: “Se tuo fratello commette una colpa contro di te, va e ammoniscilo” (Mt 18,15a). Com’è possibile che Gesù dica queste cose: Se tuo fratello sbaglia, tu vai a cercarlo; se ti offende, tu non voltargli le spalle, non fare il sostenuto con lui, ma tendigli la mano; fai un passo verso di lui, ammoniscilo, mettilo in condizione di capire il suo errore. Com’è possibile che debba fare tutto questo per una persona che ha sbagliato con me. Il mondo, quanto dice Gesù nel Vangelo, lo chiama “sottomissione”, “debolezza”, “pusillanimità”. Forse Gesù vuole che la società intera mi derida? Si prenda gioco di me? Non è meglio che io vada per la mia strada, che lo ignori o addirittura che a lui mostri i pugni?
No, non è meglio, continua a dirmi Gesù, perché hai da «guadagnare un fratello» (Mt 18,15b). E questo spetta a te farlo, perché è a te che io affido ogni persona, uomo o donna: nero, bianco o giallo che sia. Tutti gli uomini mi sono stati affidati da Lui; ed io, per volontà e per grazia Sua, ne sono “custode”, proprio come Caino lo era del fratello Abele (Cfr. Gen 4,9).
Per Gesù “guadagnare” il fratello è più importante di ogni altra cosa: più di aver ragione in una discussione. Recupera il fratello, mettilo in condizione di capire e arriverà a comprendere dove stiano la ragione, la verità. Secondo la logica del Vangelo, la verità è importantissima, fondamentale, ma viene sempre dopo l’amore per il fratello; soprattutto di coloro che ancora non hanno capito che verità è amare l’altro senza misura. Non esiste una verità che esuli dal rapporto con gli altri, che sia più grande della persona di fronte a me. E non esiste una verità posseduta da una singola persona o da una parte sola, come spesso, purtroppo, noi pensiamo che sia. La logica evangelica è: Dialoga con gli altri! Dialoga nella sincerità e nel rispetto della diversità di tutti. Allora ti accorgerai che i rapporti tra le persone miglioreranno e il mondo sarà più vivibile. Tornerà la voglia di costruire relazioni in famiglia, nel vicinato, nella città.
Non possiamo continuare a vivere nel “sospetto” dei nostri simili; non possiamo continuare a chiuderci nei nostri piccoli mondi più o meno, per noi, sicuri. Il mondo – è la stessa vita che lo richiede – ha bisogno di dialogo, relazioni, fiducia dell’altro. Come siamo arrivati a questo grado di “individualismo” così esasperato in cui oggi viviamo? Perché il nostro modo di vivere, “malato”, ci ha convinti che l’altro, chi la pensa diversamente da noi, chi ha altri interessi o progetti rispetto ai nostri, è un peso, un fastidio, un intralcio. Gesù, invece, continua a ripetermi che le relazioni con gli altri sono un “guadagno” non un peso.

 «Tutto quello che legherete sulla terra, sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra, sarà sciolto in cielo» (Mt 18,18).

I credenti, nel mondo, siamo il prolungamento della presenza amorosa e misericordiosa di Dio; a noi spetta legare (costruire, realizzare) quel che Lui da sempre fa: educare, perdonare, accogliere, partecipare del dolore degli altri, farci prossimi a chi è nel bisogno. Che meraviglia questo versetto del Vangelo! Da solo basta per riempire tutto il mio cuore di gioia: Nulla di quello che qui sulla terra avrò seminato, costruito, realizzato per gli altri, sarà dimenticato! Tutto è scritto nel cuore di Dio. Questa è la forza del Dio in cui credo: Sono parte di Lui! Sono investito del Suo stesso amore e della medesima Sua misericordia.

 «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì so­no io in mezzo a loro» (Mt 18,20).

Dio è con me, è in me, è per me! La Sua presenza mi accompagna e mi sostiene sempre: quando prego, ma anche quando agisco, amo, perdono, consolo nel suo nome. Dio è con me quando, nel suo nome, costruisco relazioni di pace, di giustizia, di solidarietà. Dio è con me quando più che puntare il dito o giudicare gli altri, cerco di guadagnare il fratello.

Don Gino Giuffrè

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