Domenica di Pasqua

Riflessioni sul Vangelo della domenica, a cura di don Gino Giuffré e don Michele Pace

Domenica di Pasqua

Risurrezione del Signore – Anno A

Vangelo: Gv 20,1-9

pasqua«1Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 3Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti».

«Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede» (1Cor 15,14), ci ricorda Paolo. Sì, perché noi crediamo alla risurrezione di Cristo, così come crediamo alla morte in croce, alla sua vita spezzata ogni giorno come pane per noi e al suo amore donato: «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!» (At 20,35), ci ricorda Paolo che tu hai detto, e hai donato il tuo corpo come cibo per la vita. «Non c’è amore più grande di chi dona la vita …» (Gv 15,13) hai detto ai tuoi chiamandoli amici e ti sei consegnato alla morte in croce. «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto … venire ucciso e risorgere il terzo giorno» (Lc 9,22), e ora t’incontriamo risorto, tra i tuoi, perché nessun sepolcro può contenere l’Amore.

Cristo è veramente risorto, ci fa cantare la liturgia il giorno di Pasqua. Cristo è risorto e nulla sarà più come prima. Cristo è risorto e la vita ha vinto sulla morte, il giorno sulla notte, la luce sull’oscurità. C’è una via che si apre dinanzi a noi: è la via nuova ed eterna della vita. E’ una via da percorrere a passi svelti, anzi velocemente, come Maria di Magdala prima e gli apostoli Giovanni e Pietro poi. La via della risurrezione è un richiamo forte, un’esperienza nuova che ci emoziona il cuore. Dinanzi al Cristo risorto restiamo senza parole umane perché facciamo nostra la Sua parola; perdiamo il “respiro” perché il Risorto ci dona il suo di respiro.
Davanti al sepolcro vuoto Maria di Magdala corre e va ad avvisare gli apostoli. Giovanni e Pietro corrono per andare a vedere. La loro corsa non è dettata dalla curiosità, ma è spinta dalla gioia per una notizia inattesa, per la speranza ritrovata, per quell’amore che pensavano finito con la morte del Maestro.
Pasqua ci invita ad allungare il passo, ad andare oltre, a osare di credere lì dove nessuno vuole scommettere, a riprendere a sperare davanti a un sepolcro vuoto, a riaccendere la gioia mentre tutto il mondo è immerso nello sconforto.

Maria di Magdala di buon mattino va al sepolcro perché non si rassegna alla morte dell’amico: troppo forte l’esperienza con Gesù, quante promesse fatte e quanto tempo passato ad ascoltare il Maestro. Che ne sarà di lei, degli altri, dalla loro vita dedicata al Nazareno? Quegli anni trascorsi a seguirlo! Già che ne sarà di lei e degli altri? Poi c’è quel sepolcro vuoto, quella “pietra” spostata rimette tutto in discussione, riaccende in lei lo sguardo e sente pulsare una nuova vita dentro: “Hanno portato via il Signore”. Sarà così? Che cosa è successo? Maria non lo sa, non capisce. Sente dentro di lei di correre. Sente una forte emozione, una sensazione nuova, non l’aveva mai provata prima. Sente qualcosa dentro, non capisce bene cosa sia. C’è qualcosa nell’aria che sa di buono, di novità: C’è qualcosa che sa di vita!

Corre Maria, perché il giorno avanza, un nuovo mondo sta sorgendo. Non può tardare all’appuntamento con la nuova storia dell’umanità. Insieme con lei corrono anche Giovanni e Pietro. Proprio lui, Pietro, che il venerdì si era dileguato e per paura lo aveva rinnegato, ora corre per andare incontro alla Vita risorta e rinnovata. Maria di Magdala e gli altri apostoli comprendono che è la Pasqua di Gesù, che il mondo di prima è passato, che ora tutto è possibile in Cristo.

Don Gino Giuffrè

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