Dio viene per riaccendere la speranza nel cuore dell’uomo

Riflessioni sul Vangelo della domenica, a cura di don Giuseppe Licciardi

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– I Domenica Di Avvento – Anno B –

 

vegliateQuesto è il tempo dell’attesa, dell’accoglienza e della speranza. E’ il tempo che rinnova tutto, che cambia la Storia, l’umanità, ogni piccola cosa.

Avvento, tempo di attesa del Dio che viene a visitare l’uomo, a incontrare la sua solitudine e la sua miseria, ma soprattutto per rialzarlo e ridargli speranza.

In Avvento tutto si fa vicino a noi,  siamo chiamati ad accoglierci reciprocamente, a superare le divergenze e percorrere strade insieme: anche quando le mete sono diverse.

E’ in avvento che scopriamo che cosa sia davvero urgente e necessario: prepararci ad accogliere Cristo per rivestirci di Lui.

Nel brano del Vangelo di oggi Gesù ci propone ancora il tema della totale fiducia che Dio ha per l’uomo: il padrone se ne va e lascia tutto in mano ai suoi servi.

Dio si fida di me e di te, ma anche di tutti; ci consegna i suoi beni, i più preziosi:  “La vita stupenda che viviamo e quella di ogni uomo”.  Sì, la vita di ogni uomo, perché come a Caio, anche a noi sarà chiesto:  «Dov’è tuo fratello?».

La fiducia di Dio per noi è definitiva e totale.  Dio si fida di noi, perché ci ama! Questo è il presupposto della sua relazione con l’uomo: amore e fiducia totale. In quanto servi, quindi, ci ritroviamo a custodire i beni di Dio, e questo richiede responsabilità e maturità da parte nostra. Visto da questa prospettiva l’Avvento diventa anche il tempo favorevole perché ciascuno assuma responsabilità nella propria vita e maturità nelle proprie scelte.

Gesù nel brano di oggi ci suggerisce che gli strumenti con cui possiamo custodire i beni a noi affidati sono essenzialmente due: “vigilanza” e “attenzione”. In quanto discepoli noi siamo un popolo vigile, attenti ogni giorno affinché nessuno ci rubi la speranza, la gioia, la dignità o la vita stessa; dobbiamo essere vigili affinché la nostra esistenza scorra in pienezza e il nostro comportamento sia credibile a tutti.

I discepoli, però, devono essere attenti, ci dice il Vangelo. Certo, dobbiamo prestare attenzione a tutti quelli che stanno accanto a noi perché nessuno si merita la nostra indifferenza; dobbiamo saper comprendere i loro silenzi, il dolore che li affligge, le loro preoccupazioni e i bisogni, ma dobbiamo accorgerci anche della loro gioia e dei loro sorrisi perché dobbiamo saper gioire insieme con loro.

Dobbiamo anche essere attenti alle tante piccole cose che ogni giorno riempiono la nostra vita e quella degli altri; ai mille sentimenti belli che affollano la nostra mente e che spesso non riusciamo, per paura o falso pudore, a condividere con nessuno.

Attesa vigilante è ciò che in Avvento Gesù ci propone: condizione fondamentale per capire che la vita che viviamo è il dono più prezioso e dobbiamo restituirlo arricchito dalle mille relazioni costruite con coloro che in Signore ci fa incontrare; dobbiamo comprendere che la vera ricchezza non risiede in ciò che possediamo, ma nella nostra esistenza quotidiana fatta di piccole emozioni che il buon Dio semina nel nostro cuore.

Attesa vigilante per alzare lo sguardo verso il Dio che viene per incontrare la mia esistenza, ma anche le mie miserie e le mie ferite.

Il Signore viene e riaccendere la speranza nel mio cuore, mi chiede di attenderlo perché vuole introdurmi nelle meraviglie future ed eterne, dove Lui è andato a preparare un posto per me e per tutti quelli che ogni giorno si aprono all’amore disinteressato.

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