Cercatori di Dio per essere portatori di luce nel mondo

Riflessioni sul Vangelo della domenica, a cura di don Giuseppe Licciardi

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III Domenica di Avvento – Anno B – 

Terza domenica di AvventoDio manda donne e uomini nel mondo, ogni giorno, sempre; li manda per rendere testimonianza, per preparare la strada al Figlio Suo che viene. Dio manda uomini e donne perché annuncino che Gesù è luce, che la sua parola schiarisce le menti e riscalda il cuore dell’uomo.

Dice l’evangelista che Giovanni è stato mandato da Dio per rendere testimonianza alla luce, per preparare la sua venuta e raddrizzare le strade degli uomini. Giovanni è venuto per testimoniare che in Cristo la gioia sostituisce la tristezza, la speranza prende il sopravvento e la vita si riveste di primavera e profuma di nuovo.

Giovanni annunzia che nel mondo la luce sconfigge il buio, che ogni angolo della terra è stato illuminato da Cristo, che tutto si regge su un prin­cipio di luce. Che la storia è destinata a vivere il bene piuttosto che subire il male, se troveremo il coraggio di fissare lo sguardo in Cristo luce del mondo, sui semi di bontà che Lui ha seminato nel nostro cuore e sui sentieri di giustizia che insieme ogni giorno tracciamo.

Nel mondo, e spesso anche nelle comunità cristiane, ci sono troppi profeti di sventura, annunciatori di disastri, di fine imminente del mondo e di peccato imperante, che comunque è sempre più presente nella vita degli uomini. L’evangelista Giovanni, però, continua ancora oggi ad annunziare: «Venne come testimone per dare testimonianza alla luce», perché questa vince sempre.

Siamo tutti come il Battista, testimoni di speranza, di bellezza; annunciatori di un Dio che viene per portare luce nella nostra vita e futuro luminoso nel mondo. Insieme all’ultimo dei profeti siamo portatori del ministero più bello e alto: annunciare Cristo che illumina la nostra vita e il mondo intero.

E’ vero, non posso dimenticare che nel mondo ci sono violenza, corruzione, guerre e delitti di ogni genere, ma è anche vero che troppe volte abbiamo dimenticato di essere noi profeti; abbiamo avuto paura del buio e non siamo stati capaci di illuminare la notte del mondo, ci siamo limitati a chiedere a Dio di intervenire Lui, mentre noi stavamo tranquilli e indolenti.

Chi sei tu? Chiedono a Giovanni: «Io sono Voce di uno che grida nel deserto». Sono “voce” e nulla di più, risponde il Battista. Io “preparo la strada” e basta, afferma l’ultimo dei profeti. Giovanni inserisce se stesso in Dio, Parola eterna diventata uno di noi. Dio è Parola, io soltanto la sua voce di verità e di giustizia.

Chi sei tu? È chiesto ogni giorno a noi. Sei donna o uomo in carriera? Sei realizzato oppure un fallito? Sei povero o ricco? Sei forse donna o uomo di potere? Chi sei tu? Io non sono l’uo­mo che credo di essere o quello che vorrei diventare. Non sono nemmeno la persona che altri pensano che io sia. Sono soltanto un uomo che cerca la volontà di Dio per essere la sua voce, inviata a ogni donna e uomo di questa società che ha smarrito la strada, perso di vista la luce e abbandonato la speranza.

 

 

 

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