Servizio Civile Universale

Servizio Civile Universale

Solidarietà, nonviolenza, educazione alla pace e alla cittadinanza attiva: sono i valori portanti del servizio civile universale. In un momento storico in cui si riscontra la tendenza a considerarlo solo come un periodo utile per entrare nel mondo del lavoro, oppure si propone di far tornare l’esperienza obbligatoria, vanno sviluppate, anche da parte del terzo settore, tutte le attività di formazione e informazione tese a contrastare questa idea ed a realizzare le finalità per cui è nato questo istituto e che sono state ribadite con la recente riforma.

È in sintesi l’obiettivo di fondo del protocollo siglato fra CSVnet, l’associazione che riunisce 64 su 65 centri di servizio per il volontariato attivi in Italia, e Cnesc, la Conferenza nazionale degli enti di servizio civile, di cui fanno parte 26 fra le maggiori realtà non profit, laiche e religiose, accreditate per la proposizione e attuazione dei relativi progetti per l’impiego di giovani tra 18 e 28 anni di età, ove oggi sono in servizio più di 20.000 giovani.

Si tratta di una novità importante per tutto il sistema servizio civile dal momento che le due organizzazioni, tramite gli enti e i Csv che rappresentano, mettono a disposizione il 60% dei posti disponibili ogni anno, percentuale che sale ad oltre il 75% considerando solo le realtà di terzo settore, per un totale di oltre 8 mila sedi di attuazione, presenti in più di 2300 comuni italiani.

L’accordo – firmato dai presidenti di CSVnet e Cnesc – Stefano Tabò e Licio Palazzini – giunge in una fase complessa per il servizio civile universale: l’istituto sta infatti attraversando la transizione tra il vecchio ordinamento e quanto previsto dalla riforma che introduce diversi cambiamenti, a partire dalle procedure di accreditamento.
In una riorganizzazione degli enti titolari di accreditamento che porti a qualità comune quello che oggi è di alcuni, specifica attenzione va rivolta all’obiettivo di coinvolgere le associazioni più piccole. Ed è proprio a loro che si riferisce uno degli impegni espressi nell’intesa: quello di favorire l’accreditamento delle organizzazioni di terzo settore rendendole protagoniste anche nel SCU nella gestione e promozione dei progetti.
L’intesa inoltre favorirà la collaborazione, oltre che a livello nazionale, anche fra Csv e referenti locali della Cnesc per far conoscere ai giovani le opportunità legate al servizio civile universale, anche con iniziative specifiche da realizzare nei territori. Previsti inoltre momenti di formazione per gli operatori impegnati nei progetti e la stesura di rapporti sulle attività svolte per informare istituzioni e opinione pubblica sui risultati raggiunti.
Tra le prime attività previste anche un evento dedicato al tema delle competenze che i giovani acquisiscono con le esperienze di servizio civile che, affermano i promotori, “consolidando la crescita dei giovani soprattutto dal punto di vista relazionale e sensibilizzandoli ai valori della non violenza, solidarietà e cittadinanza attiva, li preparano anche ad un ingresso consapevole nel mondo del lavoro”.

In questo modo il servizio civile universale, pur non essendo un’attività di volontariato secondo quanto previsto dal codice del terzo settore, può diventare “uno strumento di diffusione della cultura del volontariato e della sua pratica”.
Le due reti, infine, intendono fare pressione nei confronti delle istituzioni per favorire una programmazione nazionale del servizio civile che sia triennale e partecipata e una stabilizzazione dei fondi attraverso una programmazione delle risorse che consenta di giungere in tre anni a 100 mila posti da mettere a disposizione per i giovani, “realizzando nei fatti l’universalità dell’istituto”. In stretta connessione con quest’azione i partner si impegnano a realizzare anche un monitoraggio sull’implementazione normativa del servizio civile universale e sulla sua concreta applicazione.

Fonte VITA




Giornata internazionale del volontariato

Giornata internazionale del volontariato

“Quando le persone fanno la differenza”

Il 5 dicembre a Roma Forum Terzo Settore, CSVnet e Caritas Italiana celebrano la 33° Giornata internazionale del volontariato indetta dall’Onu. Oltre agli approfondimenti su opportunità e sfide per il non profit alla luce della riforma, in programma la presentazione del primo Rapporto sugli empori solidali in Italia.

(Clara Capponi) – Il 5 dicembre oltre 200 rappresentanti del terzo settore provenienti da tutta Italia si incontreranno a Roma per celebrare la Giornata internazionale del volontariato, indetta dall’Onu nel 1985 e giunta alla sua 33° edizione.

Quando le persone fanno la differenza. Il volontariato che tiene unite le comunità” è il titolo dell’evento, organizzato da Forum nazionale Terzo SettoreCSVnet e Caritas Italiana, in programma dalle 9.30 alle 14.00 nell’aula magna della Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre (Via Aldo Manuzio, 68L – ex Mattatoio).

In costante crescita da oltre 20 anni – con quasi 340 mila organizzazioni in cui operano 5,5 milioni di volontari e 800 mila dipendenti – il terzo settore torna dunque a confrontarsi al suo interno e con le istituzioni alla luce delle novità introdotte dalla recente riforma, che offre opportunità e sfide ancora da esplorare. Il convegno sarà anche occasione per raccontare le esperienze concrete e innovative di volontariato legate al fenomeno degli empori solidali.

La Giornata, che prevede la partecipazione di Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali, sarà aperta dagli interventi della portavoce del Forum Claudia Fiaschi insieme a Stefano Tabò, presidente di CSVnet e don Francesco Soddu, direttore della Caritas.  

La successiva tavola rotonda “Volontariato 4.0” sarà dedicata al confronto sulle aspettative e i profondi cambiamenti che stanno investendo le varie forme dell’impegno sociale; ne parleranno Riccardo Guidi, ricercatore dell’università di Pisa, insieme ad Enzo Costa, coordinatore della consulta del volontariato presso il Forum terzo settore e Maria Cristina Pisani, portavoce del Forum nazionale Giovani. Modera Nico Perrone, direttore dell’agenzia Dire

A seguire “Una grande storia di volontariato”: presentazione del 1° Rapporto Caritas Italiana-CSVnet sugli empori solidali in Italia. Ad illustrare i dati Monica Tola di Caritas e Stefano Trasatti di CSVnet. Oltre ai numeri, ad arricchire il racconto di una realtà radicata in tutta Italia e che negli ultimi tre anni ha conosciuto una notevole espansione, ci saranno le testimonianze di tre esperienze locali, grazie agli interventi dell’“Emporio della solidarietà” di Oria, dell’emporio “La stiva” di Genova e della Rete degli empori solidali dell’Emilia-Romagna.

Ai partecipanti CSVnet donerà una copia di “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano” il volume di 400 pagine realizzato con Fiaf, che racconta l’impegno sociale attraverso 1400 fotografie.

Iscrizioni aperte fino al 29 novembre compilando il modulo disponibile a questo questo link.

Fonte




Giovani per un mondo diverso

Giovani per un mondo diverso

Il 23 marzo si è aperto il contest In Un Altro Mondo, giunto alla V edizione. Il progetto, rivolto a giovani dai 20 ai 30 anni, offre la possibilità di partecipare ad un progetto che mette in palio un mese di formazione umana al servizio degli ultimi, dei dimenticati, in quelle “periferie” del mondo sempre nel cuore di Papa Francesco.

L’esperienza di volontariato, da documentare con foto e commenti quotidiani da postare sul web, verrà vissuta tra la fine di luglio e agosto in alcune opere sostenute con i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica. Quest’anno i 4 vincitori verranno inviati in Giordania, dove la Caritas si occupa dei tanti profughi provenienti da Siria e Iraq, in Madagascar nell’associazione “Educatori senza frontiere onlus”, da alcuni anni impegnata in progetti di formazione, in Palestina, a Betlemme, tra i tanti anziani e persone sole sostenute e accompagnate da ATS (Associazione Pro Terra Sancta) e in Brasile in un centro di accoglienza per madri e bambini dell’Associazione Maria Madre della Vita.

Per iscriversi basta inviare un video in cui raccontarsi e alcune foto/reportage. Termine ultimo il 23 aprile.

E’ un’occasione in più per avvicinare i giovani al Vangelo, proponendo loro una fraternità chiamata a manifestarsi in modo molto concreto”, afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Sostengo Economico della CEI, promotore del progetto. “Essere generosi, altruisti, disposti ad aiutare il prossimo, a donare qualcosa di proprio, compreso il tempo, non è un impegno riservato a pochi, ai più bravi, ai migliori. Lo hanno dimostrato concretamente i ragazzi ‘normali’ che hanno partecipato alle edizioni precedenti. Normali e straordinari al tempo stesso, non perché supereroi, ma perché disposti a mettersi in gioco in prima persona con sacrificio e responsabilità”.

Tra la fine di luglio e agosto durante l’esperienza di volontariato sul campo si potranno vedere i reportage sui canali social dell’iniziativa.

Per informazioni 

 



A vent’anni dalla scomparsa di Danilo Dolci

Danilo Dolci Danilo Dolci, uno dei più significativi protagonisti dell’impegno civile e della nonviolenza in Italia e nel mondo, nasce a Sesana il 28 giugno del 1924 e muore a Trappeto (Partinico) il 30 dicembre 1997.

Il suo impegno inizia durante la Seconda guerra mondiale, quando, ancora studente, combatte il regime fascista.
Abbandonati gli studi universitari decide di aderire all’esperienza di Nomadelfia (Carpi), comunità per giovani, animata da don Zeno Saltini.
Nel 1952 si trasferisce con la famiglia a Trappeto, piccolo borgo marinaro in provincia di Palermo, dove inizia un lavoro educativo per promuovere i diritti civili e combattere il condizionamento e il potere mafioso.
Fermo sostenitore della nonviolenza – il suo modello ideale era Ghandi – nei suoi incontri introduce il metodo maieutico, per promuovere “coscienza” e “conoscenza” tra i pescatori, i contadini poveri e analfabeti: lottare per avere l’acqua, le medicine… ammirare un tramonto, un cielo stellato… riparare una strada, imparare a leggere e a scrivere, annusare il profumo del mare, emanciparsi dalla cultura mafiosa.
Inventa lo “sciopero alla rovescia” che porta decine di persone a sistemare una strada pubblica. Proprio in quella occasione viene arrestato dalle forze dell’ordine per occupazione di suolo pubblico. L’eco dell’episodio è tale che il grande giurista e costituente Piero Calamandrei decide di difenderlo gratuitamente al processo.
La sua vita è costellata da un’intensa azione educativa per l’emancipazione e l’affrancamento degli ultimi. Fonda un centro di ritrovo, “Il Borgo di Dio”, per fare incontrare e discutere la gente e i bambini del posto con politici, intellettuali di fama internazionale… Costruisce la “Scuola di Mirto”, dopo aver lungamente ascoltato le esigenze dei bambini.

Poeta, scrittore, sociologo, architetto, ma soprattutto educatore, Danilo Dolci ha lasciato una preziosa eredità educativa tutta da riscoprire, conoscere e riproporre. “Ognuno è degno di essere ascoltato e preso in considerazione in quanto persona”. “Ognuno ha il dovere di pretendere i propri diritti”. Ecco, allora, i contadini in conferenza con i politici, i pescatori con i filosofi, i bambini con gli intellettuali ad apprendere “insieme” la vita…

(Matteo Scirè)

Per approfondire:

Danilo Dolci: l’educazione tra poesia e scienza (G. Cacioppo)

Dolci e la pedagogia dello sviluppo (M. Scirè)

Educazione e cittadinanza nel primo Danilo Dolci (V. Schirripa)

Danilo Dolci e noi  (Raffaello Saffioti)




Riforma Terzo Settore

Slide su Riforma Terzo settore e Impresa sociale

riforma terzo settore

Per orientarsi sulla recente riforma del Terzo Settore, una serie di slide  sulle novità introdotte dalla nuova legge a cura di Massimo Novarino. 

Per scaricare le slides  CLICCA QUI

Fonte CESVOP