Giornata internazionale del volontariato

Giornata internazionale del volontariato

“Quando le persone fanno la differenza”

Il 5 dicembre a Roma Forum Terzo Settore, CSVnet e Caritas Italiana celebrano la 33° Giornata internazionale del volontariato indetta dall’Onu. Oltre agli approfondimenti su opportunità e sfide per il non profit alla luce della riforma, in programma la presentazione del primo Rapporto sugli empori solidali in Italia.

(Clara Capponi) – Il 5 dicembre oltre 200 rappresentanti del terzo settore provenienti da tutta Italia si incontreranno a Roma per celebrare la Giornata internazionale del volontariato, indetta dall’Onu nel 1985 e giunta alla sua 33° edizione.

Quando le persone fanno la differenza. Il volontariato che tiene unite le comunità” è il titolo dell’evento, organizzato da Forum nazionale Terzo SettoreCSVnet e Caritas Italiana, in programma dalle 9.30 alle 14.00 nell’aula magna della Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre (Via Aldo Manuzio, 68L – ex Mattatoio).

In costante crescita da oltre 20 anni – con quasi 340 mila organizzazioni in cui operano 5,5 milioni di volontari e 800 mila dipendenti – il terzo settore torna dunque a confrontarsi al suo interno e con le istituzioni alla luce delle novità introdotte dalla recente riforma, che offre opportunità e sfide ancora da esplorare. Il convegno sarà anche occasione per raccontare le esperienze concrete e innovative di volontariato legate al fenomeno degli empori solidali.

La Giornata, che prevede la partecipazione di Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali, sarà aperta dagli interventi della portavoce del Forum Claudia Fiaschi insieme a Stefano Tabò, presidente di CSVnet e don Francesco Soddu, direttore della Caritas.  

La successiva tavola rotonda “Volontariato 4.0” sarà dedicata al confronto sulle aspettative e i profondi cambiamenti che stanno investendo le varie forme dell’impegno sociale; ne parleranno Riccardo Guidi, ricercatore dell’università di Pisa, insieme ad Enzo Costa, coordinatore della consulta del volontariato presso il Forum terzo settore e Maria Cristina Pisani, portavoce del Forum nazionale Giovani. Modera Nico Perrone, direttore dell’agenzia Dire

A seguire “Una grande storia di volontariato”: presentazione del 1° Rapporto Caritas Italiana-CSVnet sugli empori solidali in Italia. Ad illustrare i dati Monica Tola di Caritas e Stefano Trasatti di CSVnet. Oltre ai numeri, ad arricchire il racconto di una realtà radicata in tutta Italia e che negli ultimi tre anni ha conosciuto una notevole espansione, ci saranno le testimonianze di tre esperienze locali, grazie agli interventi dell’“Emporio della solidarietà” di Oria, dell’emporio “La stiva” di Genova e della Rete degli empori solidali dell’Emilia-Romagna.

Ai partecipanti CSVnet donerà una copia di “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano” il volume di 400 pagine realizzato con Fiaf, che racconta l’impegno sociale attraverso 1400 fotografie.

Iscrizioni aperte fino al 29 novembre compilando il modulo disponibile a questo questo link.

Fonte




Giovani per un mondo diverso

Giovani per un mondo diverso

Il 23 marzo si è aperto il contest In Un Altro Mondo, giunto alla V edizione. Il progetto, rivolto a giovani dai 20 ai 30 anni, offre la possibilità di partecipare ad un progetto che mette in palio un mese di formazione umana al servizio degli ultimi, dei dimenticati, in quelle “periferie” del mondo sempre nel cuore di Papa Francesco.

L’esperienza di volontariato, da documentare con foto e commenti quotidiani da postare sul web, verrà vissuta tra la fine di luglio e agosto in alcune opere sostenute con i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica. Quest’anno i 4 vincitori verranno inviati in Giordania, dove la Caritas si occupa dei tanti profughi provenienti da Siria e Iraq, in Madagascar nell’associazione “Educatori senza frontiere onlus”, da alcuni anni impegnata in progetti di formazione, in Palestina, a Betlemme, tra i tanti anziani e persone sole sostenute e accompagnate da ATS (Associazione Pro Terra Sancta) e in Brasile in un centro di accoglienza per madri e bambini dell’Associazione Maria Madre della Vita.

Per iscriversi basta inviare un video in cui raccontarsi e alcune foto/reportage. Termine ultimo il 23 aprile.

E’ un’occasione in più per avvicinare i giovani al Vangelo, proponendo loro una fraternità chiamata a manifestarsi in modo molto concreto”, afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Sostengo Economico della CEI, promotore del progetto. “Essere generosi, altruisti, disposti ad aiutare il prossimo, a donare qualcosa di proprio, compreso il tempo, non è un impegno riservato a pochi, ai più bravi, ai migliori. Lo hanno dimostrato concretamente i ragazzi ‘normali’ che hanno partecipato alle edizioni precedenti. Normali e straordinari al tempo stesso, non perché supereroi, ma perché disposti a mettersi in gioco in prima persona con sacrificio e responsabilità”.

Tra la fine di luglio e agosto durante l’esperienza di volontariato sul campo si potranno vedere i reportage sui canali social dell’iniziativa.

Per informazioni 

 



A vent’anni dalla scomparsa di Danilo Dolci

Danilo Dolci Danilo Dolci, uno dei più significativi protagonisti dell’impegno civile e della nonviolenza in Italia e nel mondo, nasce a Sesana il 28 giugno del 1924 e muore a Trappeto (Partinico) il 30 dicembre 1997.

Il suo impegno inizia durante la Seconda guerra mondiale, quando, ancora studente, combatte il regime fascista.
Abbandonati gli studi universitari decide di aderire all’esperienza di Nomadelfia (Carpi), comunità per giovani, animata da don Zeno Saltini.
Nel 1952 si trasferisce con la famiglia a Trappeto, piccolo borgo marinaro in provincia di Palermo, dove inizia un lavoro educativo per promuovere i diritti civili e combattere il condizionamento e il potere mafioso.
Fermo sostenitore della nonviolenza – il suo modello ideale era Ghandi – nei suoi incontri introduce il metodo maieutico, per promuovere “coscienza” e “conoscenza” tra i pescatori, i contadini poveri e analfabeti: lottare per avere l’acqua, le medicine… ammirare un tramonto, un cielo stellato… riparare una strada, imparare a leggere e a scrivere, annusare il profumo del mare, emanciparsi dalla cultura mafiosa.
Inventa lo “sciopero alla rovescia” che porta decine di persone a sistemare una strada pubblica. Proprio in quella occasione viene arrestato dalle forze dell’ordine per occupazione di suolo pubblico. L’eco dell’episodio è tale che il grande giurista e costituente Piero Calamandrei decide di difenderlo gratuitamente al processo.
La sua vita è costellata da un’intensa azione educativa per l’emancipazione e l’affrancamento degli ultimi. Fonda un centro di ritrovo, “Il Borgo di Dio”, per fare incontrare e discutere la gente e i bambini del posto con politici, intellettuali di fama internazionale… Costruisce la “Scuola di Mirto”, dopo aver lungamente ascoltato le esigenze dei bambini.

Poeta, scrittore, sociologo, architetto, ma soprattutto educatore, Danilo Dolci ha lasciato una preziosa eredità educativa tutta da riscoprire, conoscere e riproporre. “Ognuno è degno di essere ascoltato e preso in considerazione in quanto persona”. “Ognuno ha il dovere di pretendere i propri diritti”. Ecco, allora, i contadini in conferenza con i politici, i pescatori con i filosofi, i bambini con gli intellettuali ad apprendere “insieme” la vita…

(Matteo Scirè)

Per approfondire:

Danilo Dolci: l’educazione tra poesia e scienza (G. Cacioppo)

Dolci e la pedagogia dello sviluppo (M. Scirè)

Educazione e cittadinanza nel primo Danilo Dolci (V. Schirripa)

Danilo Dolci e noi  (Raffaello Saffioti)




Riforma Terzo Settore

Slide su Riforma Terzo settore e Impresa sociale

riforma terzo settore

Per orientarsi sulla recente riforma del Terzo Settore, una serie di slide  sulle novità introdotte dalla nuova legge a cura di Massimo Novarino. 

Per scaricare le slides  CLICCA QUI

Fonte CESVOP




Chi fa volontariato lavora meglio

Chi fa volontariato lavora meglio

Chi fa volontariato lavora meglioLe abilità acquisite in attività solidali (dalla comunicazione allo spirito di adattamento, alla risoluzione dei conflitti) sono utili in tutti i settori di business.

Se prima era un’ipotesi, oggi è una certezza: fare volontariato accresce una serie di competenze “spendibili” anche in ambito lavorativo. Valutare, e quindi valorizzare, queste competenze è nella to do list dell’Unione Europea che attraverso ricerche, progetti e documenti sta cercando di raggiungere l’obiettivo di riconoscere a livello formale le capacità che sviluppa chi svolge un’attività di Volontariato. Il 2018 è il limine fissato dal Consiglio d’Europa entro cui gli Stati membri dell’UE sono invitati a produrre un regolamento sulla validazione dell’apprendimento non formale.

Un recente studio della City di Londra su 546 volontari che lavorano nelle scuole e nelle università inglesi ha messo in luce lo sviluppo di abilità e competenze rilevanti per tutti i settori di business, ad esempio: la capacità di comunicazione, la propensione ad aiutare gli altri, la disponibilità ad adattarsi in ambienti diversi e con diverse mansioni, responsabilità e persone, l’abilità nel negoziare e risolvere conflitti.
Già nel 2012 il Forum europeo della gioventù aveva commissionato una ricerca sul tema all’università di Bath (Regno Unito). Ne era emerso che i datori di lavoro sono consapevoli del valore aggiunto del personale attivo anche nell’ambito del Volontariato.

La validazione dell’apprendimento attraverso il volontariato è stata al centro di una serie di documenti che segnano le tappe di un percorso complesso e articolato: “Il ruolo delle attività di volontariato nella politica sociale” da parte del Consiglio dell’Unione europea, per proseguire con: “Volontariato: un passaporto verso il lavoro” della Commissione per la cultura e l’istruzione del Parlamento europeo (giugno 2012); “Raccomandazioni del Consiglio sulla convalida dell’apprendimento non formale e apprendimento informale” (dicembre 2012); ”Verso uno spazio europeo di competenze e qualifiche” pubblicato dalla Commissione europea (giugno 2014); ”La convalida delle competenze e delle qualifiche acquisite attraverso l’apprendimento non formale e informale” del Comitato economico e sociale europeo (settembre 2015) e infine le “Linee guida europee per la convalida dell’apprendimento informale” del Cedefop – Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (2016).
Carte che hanno visto nel finanziamento di specifici progetti la loro declinazione concreta. Il progetto europeo Bevin (dataBase of Effective opportunities in the field of Validation of non-formal and INformal learning) per esempio: una partnership che vede il Centro Servizi di Torino Vol.To come interlocutore italiano, insieme a Polonia, Spagna, Bulgaria e Lettonia, nella messa a punto di un unico Database di strumenti efficaci per la verifica dell’apprendimento non formale e informale e un Analizzatore delle tendenze nella validazione delle opportunità. La presentazione dei risultati è attesa nell’evento organizzato per giovedì 26 settembre a Torino.
“Abbiamo lavorato due anni – racconta Silvio Magliano, presidente di Vol.To – con partner europei e siamo orgogliosi di contribuire concretamente all’elaborazione di strumenti di validazione dell’apprendimento non formale. Le attività svolte nel tempo libero possono fare la differenza anche in ambito lavorativo ed è importante non solo riconoscere al volontariato un ruolo di qualificazione professionale, ma dotarsi di criteri oggettivi e uniformi a livello europeo”.

  Giulia De Matteo, fonte: CSV net