Battesimo del Signore

Riflessioni sul Vangelo della domenica, a cura di don Gino Giuffré e don Michele Pace

Battesimo del Signore – Anno A

Vangelo: Mt 3,13-17

battesimo-di-gesuIn quel tempo, 13Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. 14Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». 15Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. 16Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. 17Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
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E’ venuto Dio per incontrare l’uomo, per donare vita, amore, speranza. Si è fatto uno di noi perché noi, in Cristo, diventassimo come Lui, pieni di vita e di eternità, capaci di donare amore e di costruire pace. Viene ancora – è il Vangelo di questa domenica – per incontrare Giovanni, per condividere con l’uomo ogni esperienza, per essergli più vicino; viene per ricevere il Battesimo, stare in preghiera e permettere che si «adempia ogni giustizia» (Mt 3,15b).
Gesù va da Giovanni e il cielo si apre, il Verbo di Dio continua ad annunziare perché l’uomo comprenda e il mondo intero capisca: «Questi è il Figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento» (Mt 3,17).
La voce dal cielo è come se dicesse: “Quest’uomo di nome Gesù è uscito da me, è amato da me. Egli è venuto per far conoscere me al mondo. E’ venuto per abbracciare l’umanità sofferente, per portare vita buona, per restare con voi, per fare di voi una generazione di figli miei”.
E’ proprio così: Se Gesù è Figlio, anch’io sono figlio in Cristo. Se Gesù è amato, anch’io nel Figlio sono amato dal Padre. Se Dio si è compiaciuto del Figlio, anche di me dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – compiacersi.
Siamo figli nel Figlio, amati da Dio: liberamente, spontaneamente e, come se non bastasse, immeritatamente. Sì, immeritatamente perché l’amore di Dio previene sempre ogni mio pensiero, azione, scelta. Dio non mi ama perché io sono buono e merito il suo amore. Mi ama e basta! Mi ama perché anch’io, come Gesù, sono figlio Suo, perché la forza del suo amore in me accarezzi la mia vita e riscaldi la mia tiepidezza. Dio mi ama perché il suo amore mi converta ed io non lo deluda più.
Così come Dio è compiaciuto di Gesù e anche di me dovrebbe esserlo, perché come ogni padre si compiace del proprio figlio, gioisce a vederlo, a stare con lui, lo stesso è per il Padre celeste: Tu figlio mi sai dare tanta gioia.
Io che non l’ascolto, che sciupo la mia vita, che non riesco a perdonare, non so amare do tanta gioia a Dio. Che gioia può venire da me a un Dio che è la fonte della gioia? Eppure è così, Dio continua a guardarmi e gioire di me perché mi ritiene capace di cambiamento, sa che resto nel Figlio suo Gesù, ho la forza di vivere una vita nuova.
Il racconto del battesimo di Gesù, con il cielo aperto e con lo Spirito che scende dall’alto, con il Padre che consacra e che ama, ogni cristiano lo vive nel proprio battesimo, ma anche tutte le volte che dice di “Sì” all’amore di Dio.

Don Gino Giuffrè

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